DIARIO DI CAMPO

Le testimonianze di chi c’è stato…

Exceptional people, memorable moments and refreshing thoughts, that’s what I’m keeping in mind leaving the Emmaus camp. My only regret is that I’m staying only for 2 weeks. Thank you Emmaus for this unique experience. (Ahmed Trabelsi, Tunisia)

Occhi dentro occhi. Occhi chiari, sguardo un po’ furbetto: sono gli occhi di bambini di periferia, quelli che hanno spesso come compagna la strada o la solitudine di una TV. Sono gli occhi di bambine che non escono di casa se non con un fratello o un cugino a che le segue con lo sguardo. Sono gli occhi di chi ha imparato ad essere diffidente e all’offerta di giocare insieme con del das ti chiedono se sia un regalo almeno 10 volte. Sono gli occhi di chi ha mamme troppo giovani e con troppi figli a cui badare, per cui spesso non può far altro che trascurarli. Sono gli occhi di chi si sente marchiato a fuoco dalla sua origine: Zen. Come se fosse una fedina penale nata già macchiata. Sono gli occhi di chi fatica a sognare un futuro diverso:come se fossero gli altri ad averlo già scritto per loro. Sono gli occhi di chi siede tra i banchi di una scuola che prova ad educarli, ma che in fondo non sempre riesce a capirli. Non sa capire che non servono grate alte a recintare il luogo del riscatto e della conoscenza. Non sa capire che non hanno bisogno di attrezzature milionarie a riempire una palestra. I loro occhi in fondo sono si’ chiari e un po’ furbetti, ma a tratti sono soprattutto stanchi: vorrebbero coronare il loro desiderio di incontrarsi in uno sguardo e mescolare i loro cuori in un abbraccio sincero di chi sa dirgli il suo, Ci sarò. (Caterina)


Emmaus non è un sogno ma la realtà che ti fa sognare

Mi chiamo Antonino ho 20 anni e sono di Palermo e voglio raccontarvi la mia esperienza in Emmaus.
Tutto è iniziato quando un giorno sono uscito di casa per andare a fare una passeggiata a piazza politeama e mentre camminavo ho visto una locandina appesa nella bottega di libera mi sono fermato e ho chiesto di cosa si trattava e subito il responsabile Nicola Teresi mi ha dato tutte le informazioni, mi ha detto che si trattava di un volontariato internazionale io gli dissi subito di si, e lui mi ha fatto l’iscrizione via internet e mi disse vieni domani in fiera.
All’indomani sono andato in fiera e li’ ho conosciuto tutti i volontari.
E’ da quel giorno ho iniziato il campo facendo volantinaggio, raccolta, laboratori, animazione e gestione del mercatino.
Nel corso di questi giorni ho fatto tantissima amicizia con tutti e mi sono trovato veramente bene sono stati molto accoglienti e molto affettuosi con me, non credevo che ci si potesse affezionare così facilmente ma invece si perché sono ragazzi meravigliosi e unici.
La prima settimana sono stato nella struttura al ex manicomio dove si faceva laboratorio del legno, abbiamo creato delle panchine con delle pedane, per me e stata una nuova esperienza.
Poi abbiamo fatto volantinaggio e tantissime altre cose stupende, abbiamo pranzato e cenato tutti assieme.
Mentre stava per finire la settimana mi sentivo triste perché tutti stavano preparando le valigie per tornare a casa però l’unica cosa che mi rimane è il ricordo che non farò mai uscire dal mio cuore.
La seconda settimana mi hanno spostato nella scuola Falcone del quartiere ZEN.
In questa scuola abbiamo fatto tantissima animazione perché serve molto per i bambini.
Io quando gioco a calcio con loro mi piace molto perché so che loro sono felicissimi e quindi lo faccio per loro perché se sono felici i bambini lo sono anch’io.
Quando mi vedono mi salutano e mi abbracciano e il mio cuore si riempie di gioia perché non avrei mai immaginato di trovare dei bambini così speciali.
Nel corso della settimana il Mister Corrado li ha preparati per affrontare la partita contro la squadra Guadagna, è quando e arrivato il giorno del incontro hanno fatto una partita favolosa vincendo 5 a 0 , i bambini erano felicissimi e hanno ringraziato il Mister e tutti noi per averli accolti a braccia aperte.
La terza settimana sono stato in una struttura vicino la cattedrale chiamata Apriti Cuore, all’interno ci stavano dei disabili e noi abbiamo cercato di socializzare con loro, di fare dei giochi da tavolo e abbiamo fatto colazione assieme, quella e stata un emozione unica perché vedere dei disabili con il sorriso nel viso ti fa gioire.
Poi ho fatto laboratorio da un falegname chiamato Salvo, abbiamo creato delle cornici di legno con cui si poteva mettere la foto , infine siamo andati al Parco del sole dove c’erano dei bambini e abbiamo giocato con loro.
L’ultima cosa che voglio dirvi è che non ho mai fatto un esperienza come questa , se potrei tornare indietro mi scriverei altre mille volte .
Grazie di esistere Emmaus , Libera , Legambiente. (Tony Cantante)