Decreto Sicurezza e Immigrazione. Cosa dice? Come reagiamo?

Decreto Sicurezza e Immigrazione. Cosa dice? Come reagiamo?

Dal primo dicembre 2018 il cosiddetto Decreto Sicurezza e Immigrazione è stato convertito nella Legge n. 132 e pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale». Già dal titolo si capisce che c’è qualcosa che non va. Vengono mescolate due cose diverse. Si vuole far intendere che l’immigrazione è solo un problema di sicurezza.

Questo decreto nega i principi di solidarietà e di uguaglianza che sono alla base della nostra Costituzione. Gli aspetti più negativi sono:

1) abolizione della protezione umanitaria per i migranti;

2) raddoppio dei tempi di trattenimento nei Centri per il rimpatrio (Cpr);

3) smantellamento dei centri Sprar (Sistema per i richiedenti asilo e rifugiati);

4) soppressione dell’iscrizione anagrafica (con esclusione dal servizio sanitario nazionale);

5) revoca di cittadinanza per reati gravi.

Tutto ciò è particolarmente grave, poiché nei principi fondamentali della nostra Carta costituzionale, l’articolo 10 prevede che lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto di asilo nel territorio della Repubblica.

L’informazione di massa e sui social riduce la complessità dei fenomeni migratori a qualche slogan: «aiutiamoli a casa loro», «fermiamo l’invasione degli immigrati». La stessa politica governativa, con i media, sta montando una campagna di colpevolizzazione nei confronti degli immigrati, presentati come un problema per la sicurezza, e delle Ong che fanno azioni umanitarie. La campagna di disinformazione e denigrazione nei confronti degli immigrati ha avuto come logica conseguenza l’approvazione del Decreto Sicurezza ed è alla base di sempre più frequenti episodi di violenza fisica ai danni di persone colpevoli solo di essere stranieri, o italiani di colore, o rom.

Oggi più che mai è urgente recuperare quei principi di umanità e di convivenza civile che sono alla base della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e che la retorica della paura sta cercando di smantellare. Ci accusano di essere ‘buonisti’, vorremmo semplicemente essere persone di buon senso e buon cuore.

In ragione di tutto ciò, pensiamo che sia molto importante manifestare il nostro dissenso alla politica della paura, dell’odio, dei muri, con la volontà di dialogo con l’opinione pubblica di Villafranca.

Per questo vi invitiamo a un incontro presso la comunità Emmaus di Villafranca mercoledì 20 febbraio alle ore 20,30 per decidere insieme le iniziative da prendere.

P.S. chiediamo, se possibile, conferma della vostra presenza

emmaus.villafranca@tin.it | telefono 045 6337069 | WhatsApp 366 4023799