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Solidarietà

INIZIA A CAMBIARE IL MONDO …
CAMBIANDO BANCA

In occasione dei 50 anni di Emmaus, il nostro Movimento ha lanciato un messaggio provocatorio: Cambiare il mondo è possibile…

La Marcia Perugia/Assisi dello stesso anno, riprendeva lo stesso messaggio… Recentemente, a Porto Allegre in Brasile, il primo incontro della società civile mondiale, ha rilanciato la provocazione, affermando: Un altro mondo è possibile: costruiamolo insieme.

Allora: Perché non cominciare, cambiando banca?

Emmaus Italia è stata tra le 20 associazioni italiane che hanno costituito la Banca Etica.

Banca Etica pratica l’interesse più alto: quello di tutti.
Banca Etica si propone come punto di incontro tra i risparmiatori che condividono l’esigenza di una più consapevole e responsabile gestione del proprio denaro, e le iniziative socio-economiche che si ispirano ai principi di un modello di sviluppo umano e sociale sostenibile, ove la produzione della ricchezza e la sua distribuzione sono fondate sui valori della solidarietà, della responsabilità civile e della realizzazione del bene comune.

Con Banca Etica il risparmiatore conosce la destinazione e le modalità di impiego del suo denaro, perché è lui che destina i settori verso cui indirizzare l’impiego del proprio risparmio.

Banca Etica ha costituito un “FONDO SOLIDARIETA’ EMMAUS ITALIA” presso il quale possono essere investite le somme dei risparmiatori solidali e destinare gli interessi per sostenere le azioni di solidarietà di Emmaus.
Chiedi e diffondi tra amici e conoscenti gli appositi moduli, a Banca Etica – Piazzetta Forzatè, 2 – 35137 PADOVA , oppure a Emmaus Italia.

Email:
posta@bancaetica.com  oppure italia@emmaus.it  

AZIONI DI SOLIDARIETA’ SOSTENUTE DAL FONDO EMMAUS PRESSO LA BANCA ETICA

NUOVA COMUNITA’ EMMAUS A PIADENA (CR)

Da tempo il Gruppo Emmaus di Piadena ha maturato il progetto di aprire una nuova Comunità per rispondere ai diritti di tante persone di avere una casa, un lavoro e valide ragioni per vivere..
Due anni di ricerche; finalmente l’occasione è capitata…
una cascina in località Torre de’ Picenardi che si presta bene alle necessità di una Comunità Emmaus: una casa per accogliere una trentina di persone in difficoltà, ampi spazi per laboratori e per il cantiere, un MERCATINO dell’Usato di mq. 1.200.

Il costo del solo acquisto della cascina è di £ 1.100.000.000…

Emmaus Italia, con un atto di fiducia nella Provvidenza e nella solidarietà degli Amici, ha in corso la procedura per l’acquisto dell’immobile.

STRUTTURA PER IL MICRO-CREDITO IN AFRICA

Nella sua pluriennale esperienza africana, Emmaus Italia parlando con i vari amici ed i diversi gruppi conosciuti, ha maturato la convinzione che l’istituto del microcredito può essere un ottimo strumento di aiuto per liberare associazioni, famiglie e individui dalla schiavitù della miseria..

Non per nulla sono sempre più numerose, un po’ ovunque, le esperienze che sorgono con questo spirito.

Recentemente, il problema dell’utilità del micro-credito è emerso nel corso della riunione dei Gruppi Emmaus della Regione Africa. I Rappresentanti Regionali sono stati d’accordo, ed anche la maggioranza dei Gruppi presenti.

Anche altri gruppi ed amici hanno incoraggiato questo progetto. Esiste, infatti, un bisogno enorme di sostenere piccole attività commerciali o artigianali. I più poveri stentano a trovare credito…

Il costo preventivato per l’avvio della struttura in Burkina Faso ed in Benin si aggira attorno ai 500.000.000 di lire.

BENIN – Cotonou

Sostegno all’Associazione Femminile “Mercato di Santa Rita” per azioni di microcredito

Tra le varie azioni sociali del Centro Diocesano di Sviluppo di Cotonou, dal 1997 opera l’Associazione di Solidarietà attraverso il Risparmio e il Credito. L’associazione è costituita esclusivamente da donne che svolgono diverse attività commerciali al mercato di Santa Rita. L’Associazione ha sede in una baracca del mercato.

Sono 105 donne che si sono organizzate, all’inizio praticando la “tontine” tradizionale. Poi hanno pensato di migliorare la loro organizzazione, sperimentando il sistema del piccolo credito su risparmio. Mons Isidore De Souza diede un contributo di 500.000 FCFA (1.500.000 lire) per partire.

Per poter accontentare tutte le nuove richieste ed aumentare anche l’importo massimo del prestito, hanno bisogno di un’iniezione di denaro: 10.000.000 FCFA, cioè £ 30.000.000 circa, oltre ad un forfait di 9.000.000 circa per il materiale di gestione e formazione dell’équipe di gestione, per 3 anni.

Con questo sostegno di £ 39.000.000 circa, l’Associazione prevede di poter concedere prestiti ad oltre 200 donne.

Cooperativa Sociale
SOLIDARCOOP

Contributo per avvio di un Servizio di accoglienza per donne uscite dalla prostituzione nel territorio di Prato - £ 25.000.000.

Anche a Prato la prostituzione si caratterizza per essere prostituzione di donne immigrate, provenienti soprattutto dall’Est Europeo e dalla Nigeria.

Il progetto prevede diverse fasi di intervento che vanno dal “contatto in strada”, alla prima accoglienza (mettere la ragazza in luogo sicuro), all’accoglienza a medio-lungo termine per verificare con la ragazza un progetto di vita percorribile, anche per un suo inserimento socio-lavorativo. La riservatezza nella diffusione di ulteriori dettagli è legata alla delicatezza dell’intervento.

BOSNIA : Campo Profughi Doboj:
 
La situazione politica, economica e sociale della Bosnia - Erzegovina è entrata in una fase di grande difficoltà ed il futuro presenta seri rischi di tensioni. L’impegno profuso dall’Europa per sostenere i partiti transnazionali, come quello socialdemocratico, ha dato scarsi risultati. Solo il 7% dei profughi è ritornato nelle proprie case. E’ questo il fallimento più evidente degli accordi di Dayton, proprio perchè ne era il punto più importante. Questa percentuale si riduce poi ulteriormente, perchè spesso i profughi serbi ritornano nei loro appartamenti, ma solo per venderli e ripartire nella parte serba.

Gli enormi investimenti della comunità internazionale hanno spesso alimentato solo corruzione e furti. Diventa sempre più evidente per l’Europa comunitaria, dopo il fallimento del sostegno dato ai partiti politici che il cambiamento può venire soprattutto dal rafforzamento della società civile, formata dalle associazioni, club, scuole, associazioni di artigiani, capaci di creare una rete solidale e di influenzare così il potere politico dandogli obiettivi più legati ai problemi della gente e capaci di critica nei confronti delle manomissioni e dei furti di questo potere.

Per questo l’azione di Emmaus deve orientarsi verso un sostegno al mondo delle associazioni, in una dimensione europea, quale base democratica per un vero cambiamento di questa regione.

L’associazione Forum Internazionale della Solidarietà è da anni il nostro partner per i diversi progetti nella regione.

Questa associazione era nata dalla Mezza Luna Rossa ed ha sempre dimostrato una volontà di impegno e di lavoro per la gente più povera ed in difficoltà.

L’associazione gestisce il Campo Profughi di DOBOJ, dove vivono attualmente 350 persone. Emmaus Internazionale paga i salari a 14 persone che vi lavorano, salari che sono dell’ordine di 400 marchi al mese.

L’associazione ha creato, grazie all’aiuto di Emmaus, diverse attività economiche: stalla con 80 vacche per la produzione di latte, allevamento di pecore, produzione di miele, produzione di mais e grano e patate.

Queste produzioni servono per fornire il vitto alle persone del Campo e per diversi villaggi, come quelli della zona di Kaldrani ed anche per pagare i magri salari degli altri componenti dell’associazione.

Il contributo di Emmaus è essenziale, in questo momento, non solo per sostenere gli scopi umanitari del gruppo, ma soprattutto per fargli acquisire una forza nei confronti delle varie autorità, locali, cantonali e del Ministero dei Profughi e dei diritti civili.

Il “Forum” ha creato una grande aspettativa ed un grande interesse nei giovani della città proprio perché vengono coinvolti, in maniera diretta, a lavorare contro le ingiustizie e per alleviare le sofferenze delle persone più deboli.

L’impegno per l’anno 2001 è di lavorare al ritorno dei profughi nei loro luoghi di provenienza. Il campo deve diventare un luogo di transito, dando la possibilità ad altre famiglie bosniache, in situazioni di grande precarietà, di poter utilizzare questa struttura. In questo momento un centinaio di persone bosniache vivono in Ungheria, nella miseria. Il Ministero dei Profughi ne auspica il loro inserimento nel campo.

Da tempo Emmaus lavora con un’associazione World Vision per l’animazione del tempo libero dei bambini. Questa associazione, vista la buona collaborazione realizzata con Emmaus, si è impegnata a ricostruire le case, nelle zone di provenienza, per un totale di 56 persone, 17 famiglie e 12 persone singole.

Emmaus Internazionale parteciperà al progetto ammobiliando le case ricostruite, fornendo cibo per i primi mesi e inviando qualche persona delle comunità, per i vari lavori.

Il Campo Profughi necessita di un grosso aiuto, in parte per pagare i salari ed in parte per far fronte alle spese di gestione: cibo, medicine, scuola, luce, acqua, ecc.

Una nuova convenzione è stata firmata col Ministro dei Profughi e dei Diritti Civili. Questo Ministero si è impegnato a pagare le spese di acqua, luce e telefono.

Un’associazione francese sta fornendo le medicine per il Centro Medico che funziona nel Campo.

I bisogni alimentari del campo rimangono enormi: 66 tonnellate tra pasta, pelati, tonno, carne in scatola, riso, fagioli, piselli.

Altri generi alimentari come frutta, farina possono essere comperati in loco a costi convenienti. La frutta consentirebbe il miglioramento dell’alimentazione con benefici enormi per la salute delle persone.

Oltre l’aiuto al Campo Profughi, saranno mantenuti i contatti con i villaggi del comune di Kaldrani, dove centinaia di famiglie mussulmane, in maggioranza donne e bambini, sono ritornate. Anche in questa zona i bisogni sono enormi per le grandissime difficoltà di inserimento di queste famiglie nelle realtà locali.

I bambini non possono seguire i corsi normali di studio nelle scuole locali, dove viene insegnato che i loro genitori (ammazzati) sono stati i carnefici dei serbi.

Altre presenze verranno mantenute nella Bosnia Centrale, soprattutto nella parte croata per facilitare i contatti e gli scambi tra le diverse nazionalità, oggi arrivate ad un punto critico.

L’impegno di Emmaus Italia in questa azione di solidarietà in corso da diversi anni da parte del nostro Movimento a livello internazionale è di £ 90.000.000.

COMUNITÀ EMMAUS DI ROMA
RISTRUTTURAZIONE CASA LAURENTINA


Pagamento saldo dei lavori effettuati nel 2000 - £ 195.000.000

Cinque anni dopo la “prima pietra”, sabato 3 marzo scorso, “Emmaus Roma” ha realizzato una nuova tappa di consolidamento: un nuovo MERCATINO DELL’USATO in Via Laurentina, 62, angolo Via Cristoforo Colombo. (Linea Atac 761 – Metro fermata Marconi)

Il Mercatino è proprio accanto alla piccola casa messa a disposizione dal Comune di Roma, e recentemente ristrutturata da Emmaus Italia per poter aumentare l’accoglienza di persone che, soprattutto nei mesi invernali, non sanno dove trovare un posto per vivere degnamente.

Ancora una volta la proposta dell‘Abbé Pierre a George si rinnova. Non abbiamo nulla da dare a quanti sono esclusi dalla società, ma essi hanno qualcosa da dare a noi: La fierezza del loro lavoro svolto secondo le capacità personali di ciascuno. Chi viene ad Emmaus, non vuole essere un mendicante né un assistito.Vuole guadagnare il “pane che mangia”. Il nostro però non è un lavoro dipendente, ma solidale. Un lavoro sociale che si trasforma in solidarietà per i più poveri in Italia e nel mondo.

Allora la giornata di sabato 3 marzo è servita a dire alla gente che noi esistiamo non solo perché abbiamo un mercatino pieno di cose utili ed interessanti ed a prezzi convenienti, ma soprattutto perché, anche senza far troppo rumore, dietro a quel mercatino ci sono uomini che lavorano pieni di speranze e valori: speranza di poter dire “anch’io valgo.. . e come se valgo”.

I “progetti” Emmaus a Roma non si fermeranno qui… i bisogni sono immensi, e numerosi sono pure coloro che vogliono donarci materiale usato ancora riutilizzabile… Ma le nostre risorse finanziarie sono limitate… La solidarietà degli Amici è essenziale per continuare a rispondere ai diritti degli esclusi…

EVENTI PASSATI:

Roma, 29 dicembre 2004 – A seguito della terribile catastrofe che ha colpito il 26 dicembre scorso una vasta area del sud-est asiatico, Emmaus Internazionale lancia una sottoscrizione per realizzare 3 campi di soccorso e riabilitazione in India. Emmaus Internazionale ha già fatto pervenire una prima somma di 25.000 euro per poter avviare i soccorsi immediati. Un appello a tutti i Gruppi Emmaus del mondo è stato trasmesso dal Presidente internazionale Renzo FIOR. Nella lettera con cui sollecita la solidarietà di tutto il Movimento, il presidente Fior non manca di sottolineare che “ancora una volta sono i poveri ad essere i più colpiti, e tra loro, anche alcuni dei nostri Gruppi Emmaus” e ricorda anche come “tutto il Movimento conosce il senso di responsabilità e le capacità di lavorare seriamente dei nostri amici Indiani. Anche per questo chiedo a tutti i Gruppi Emmaus di rispondere al loro appello, secondo le possibilità di ciascuno.”


Anche i Gruppi Emmaus italiani hanno già risposto con contributi propri, e si stanno mobilitando per sollecitare amici e conoscenti a fare altrettanto.

Emmaus Internazionale ha immediatamente contattato Martine Savarimuthu e Oswald Quintal, responsabili Emmaus per l’Asia, per avere notizie sulla situazione, in particolare modo nelle regioni in cui operano i Gruppi Emmaus dell’India, Bangladesh e Indonesia. I nostri amici indiani ci hanno fatto pervenire un rapporto dettagliato della situazione, che purtroppo conferma la vastità e la gravità del maremoto. I responsabili Emmaus per l’Asia, dopo una visita ai diversi gruppi Emmaus hanno concordato un intervento d’urgenza nel Tamilnadu ove hanno le loro sedi le associazioni locali che sono gruppi di Emmaus, il VCDS (Villane Community Development Society), Florance Home Foundation, RHADA, KUDUMBAM e TARA PROJECT. In questa zona i morti sono stati oltre 7.000. “I morti sono soprattutto bambini, anziani e donne. La maggior parte dei pescatori ha perso tutto, barca e reti”. “Ci siamo recati – scrivono i responsabili Emmaus in India - alla Florance Home Foundation : il locale per l’accoglienza notturna dei « ragazzi che vivono per strada » è stato parzialmente sommerso dall’acqua. I ragazzi sono stati trasportati in una azienda agricola della FHF a 30 kms da Cuddalore. Necessita un alloggio provvisorio, d’urgenza.”

Nel primo programma d’intervento d’urgenza predisposto dai responsabili Emmaus indiani è prevista l’assistenza a 3.000 famiglie. E’ urgente ricostruire delle strutture di ripari provvisori, e fornire loro indumenti, utensili per la casa, stuoie e lenzuola per dormire, utensili agricoli per ripulire e prosciugare la terra, reti e denaro per riparare le barche per le famiglie dei pescatori.


Una équipe di sei persone appartenenti ai diversi Gruppi Emmaus del posto, coordineranno il lavoro, suddivisi in tre “campi”:

Campo di soccorso e riabilitazione I
VCDS VCDS et RHADA coordineranno le azioni di soccorso da Pondicherry a Chennai. Saranno coinvolti nella riabilitazione di 1.500 famiglie. Costo 7.670.000 Rs, e cioè 132.241 euro.

Campo di soccorso e riabilitazione II
Florance Home Foundation Si occuperà di 500 famiglie tra Cuddalore e Pondicherry. Il totale previsto di spesa è di 2.640.000 Rs, cioè 45.517 euro.

Campo di soccorso e riabilitazione III
KUDUMBAM Kudumbam si occuperà di 1.000 famiglie a Tharangampadi, Nagapattinam, Vedaraniyam e Adirampatinam. Il costo previsto è di 5.030.000 Rs, cioè 86.724 euro.

L’ammontare complessivo, per ora, dell’intervento d’urgenza richiesto è di 15.340.000 rupie, e cioè 264.482 euro.

Emmaus Italia segnala a quanti volessero partecipare a questo impegno di solidarietà nei confronti di tante persone colpite da questa immane catastrofe la possibilità di farlo mediante bonifico bancario sul:

Fondo Solidarietà Emmaus – Urgenza India presso la BANCA ETICA conto n. 511810 (Abi 5018 – Cab 12100)


oppure utilizzando il :

ccp n. 000023479504 Cin Q – cab 07601 Abi 02800 IBAN: IT-19
intestato a Emmaus Italia.

Grazie anticipatamente a quanti risponderanno a questo appello dei nostri Amici indiani.

EMMAUS ITALIA onlus
Per informazioni :
EMMAUS ITALIA, Graziano Zoni, tel. 055.6503458 cell. 328.7186537. www.emmaus.it 
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EMMAUS in PALESTINA


L'occasione del Campo di lavoro a Pratovecchio (AR) dal 25 luglio al 7 agosto ci ha dato l'opportunità di prendere contatto con una cooperativa di artigiani di Betlemme e con la realtà Israelo-Palestinese. Un'opportunità concreta anche per conoscere questa regione del mondo troppo a lungo in guerra, nella quale non si riesce a vedere una soluzione. Soluzione che COMUNQUE ci deve essere! Il nostro gruppo emmaus di Cuneo, è stato incaricato di seguire l'iniziativa.

Per saperne di più, passare al sito web:

www.cuneo.net/emmaus


R O M A
Iscritta al Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato (Decreto Reg. 2105 del 12.11.96)
COMUNICATO STAMPA

Madagascar, due cicloni in un mese. E’ emergenza!
Emmaus Roma organizza una “vendita di solidarietà” di sostegno alle popolazioni colpite, sabato 8 Maggio a Roma

Roma, 29 aprile 2004 – “E’ stata la peggiore catastrofe umanitaria che ha colpito il Madagascar negli ultimi vent’anni causando centinaia di morti. Abbiamo bisogno di aiuti per i senza tetto!” ha dichiarato Pascal Rajerison della comunità Emmaus-Vie del Madagascar. Per questo la comunità Emmaus Roma organizza sabato 8 maggio una “Vendita di solidarietà” il cui ricavato sarà completamente devoluto per sostenere queste popolazioni attraverso un piano d’azione urgente approntato dall’Associazione Emmaus Vie-Madagascar.
La “vendita di solidarietà” si svolgerà nei Mercatini di Via Laurentina n.62 (angolo Via Cristoforo Colombo - linea Atac: 761 – capolinea: Basilica di S.Paolo) e di Via Casale de Merode n.8 (zona Fiera di Roma) dalle ore 9 alle 12.30 e dalle ore 15 alle 19. “Emmaus Roma insieme per agire!”

Il responsabile di Emmaus-Vie del Madagascar, Pascal Rajerison, nel chiedere l’aiuto internazionale, ha dichiarato: “il 7 e 8 marzo scorsi il ciclone “Gafilo” si è abbattuto sulla nostra grande isola, ed ha causato disastri fra la popolazione che era già prima in estrema povertà. E’ emergenza! Il bilancio provvisorio è di 100mila persone colpite, centinaia i dispersi, i morti, le persone senza casa e senza cibo. La comunità Emmaus in Madagascar ha subito danni materiali alle abitazioni, alle attività economiche, alle strade, a causa delle inondazioni. Abbiamo bisogno di vestiti, medicine, cibo, per i senza tetto della capitale, e di risorse per accogliere le persone in difficoltà, oltre che iniziare le riparazioni strutturali più urgenti ai danni provocati dal ciclone nella comunità locale!”
L’iniziativa è appoggiata da Chiama L’Africa.

L’Associazione di volontariato Emmaus Roma, socia di Emmaus Italia, fa parte del più ampio Movimento di Emmaus Internazionale, fondato dall’Abbé Pierre a Parigi nel 1949, che oggi conta oltre 370 comunità e gruppi sparsi in 40 paesi del mondo.

Emmaus Roma, costituitasi nel 1994, gestisce una comunità di accoglienza per persone “senza dimora”, oltre a sostenere azioni di solidarietà locali, nazionali ed internazionali.

I principali elementi che la caratterizzano sono:

Accoglienza: di chiunque chieda di entrare “finchè c’è un posto libero”, senza distinzione di età, confessione religiosa o provenienza geografica;

Membro del Movimento Emmaus Internazionale
Via Laurentina, 62
00144 Roma
Tel. 06 5412126
C.F. 96311880585
E-mail: emmausroma@hotmail.com  

Via del Casale de Merode, 8 c/o
Istituto Romano S. Michele 00147
Roma Tel. / Fax 06 5122045
www.emmaus.it